E’ arrivata la diagnosi. E ora? Piccola guida sulle metodologie di intervento

La comunicazione della diagnosi è l’ inizio di un lungo periodo di assestamento, pieno di emozioni contrastanti e che lasciano dentro un grande vuoto. E’ anche il momento in cui i genitori iniziano a farsi tante domande alle quali non è facile dare delle risposte, domande sul futuro e soprattutto su come affrontare nel migliore dei modi un trattamento educativo/riabilitativo efficace.

Con questo articolo cercherò di fare un po’ di chiarezza sul grande mondo delle terapie e delle metodologie più utilizzate, facendo un quadro quanto più completo, sintetico e semplice possibile. Lo scopo non è esprimere un giudizio sulla validità di alcune metodologie piuttosto che altre, ma darne una descrizione chiara e darvi gli strumenti per poter fare delle scelte che siano per voi più congeniali.

Un trattamento riabilitativo efficace si basa su un intervento più precoce e intensivo possibile orientato ai vari aspetti evolutivi del bambino, per questo motivo, gli interventi riabilitativi principalmente prescritti sono la psicomotricità, la logopedia e il trattamento cognitivo-comportamentale. In questo articolo mi soffermerò sulle metodologie attualmente più in voga su cui si basano gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale.

Tutte le metodologie sostenute da una buona ricerca scientifica di base sono valide nel trattamento dell’ autismo e dei disturbi neuroevolutivi, ciò che può variarne l’esito sono piuttosto altri elementi come l’età del bambino all’ inizio del trattamento terapeutico, la preparazione del terapista, la collaborazione familiare alle terapie, la risposta più o meno inclusiva dell’ ambiente. Inoltre, è stato dimostrato da svariate ricerche che l’ approccio cognitivo comportamentale è l’approccio che meglio si adatta alle esigenze educative/riabilitative del trattamento dei disturbi del neurosviluppo, per questo motivo mi sento di sostenere maggiormente tutte le metodologie e le strategie basate su questo approccio:

Cominciamo col parlare della tanto nominata ABA (Appied Behavior Analysis), è una scienza il cui acronimo significa appunto Analisi del Comportamento Applicata. E’ rivolta a persone di varie fasce di età e mira soprattutto ad analizzare e a modificare con strategie cognitivo-comportamentali specifiche il comportamento umano manipolando precise variabili ambientali. Con ABA è possibile insegnare e/o modificare dei comportamenti (competenze, abilità, risposte), con il risultato di minimizzare quanto più possibile le differenze comportamentali che nell’ambiente sociale spesso inficiano l’inclusione.

La metodologia TEACCH (Treatment and Education of Autistic and related Communication Handicapped Children) si basa su un programma di presa in carico globale che lavora in modo strutturato, applicando strategie di tipo cognitivo-comportamentale per raggiungere obiettivi di apprendimento i quali formeranno il curriculum dell’ assistito. Questa metodologia si basa su tre principi chiave: organizzazione dell’ambiente di vita, organizzazione strutturata delle attività e promozione dell’indipendenza.

L’ Early Start Denver Model si differenzia dagli altri approcci perché si basa su una presa in carico precoce ed intensiva, progettato e rivolto a bambini tra i 12 e i 36 mesi e può essere seguito fino ai 60, viene definito un approccio Naturalistico poiché viene realizzato con la collaborazione dei genitori seguendo gli interessi e le inclinazioni specifiche del bambino. Questa metodologia integra strategie di tipo comportamentale con l’approccio evolutivo e naturalistico ed essendo rivolta a bambini molto piccoli lavora sulle abilità specifiche della fascia di età trattata (12 – 60 mesi) quali imitazione, attenzione congiunta, comunicazione non verbale, gioco e abilità sociali.

Il DIR Floortime è un modello multidisciplinare rivolto a persone di varia età e lavora su abilità specifiche quali attenzione, regolazione emotiva e comportamentale, processazione sensoriale, sviluppo motorio, linguaggio e prevede il coinvolgimento attivo dei genitori. Inizialmente viene indentificato il profilo individuale del bambino/adolescente e viene creato un piano di trattamento personalizzato con attività semi-strutturate partendo dagli interessi spontanei della persona.

Volendo sostenere la validità di tutti e quattro gli approcci mi sento di consigliarvi non tanto di seguire un approccio specifico, ma quanto di riporre la vostra fiducia di genitori in professionisti che abbiano una buona base teorica, che sappiano entrare in relazione con il bambino, che possano ispirarvi fiducia e offrirvi sostegno trasmettendo la loro professionalità e le loro conoscenze per migliorare la vostra vita. Nella mia esperienza professionale ho sempre sostenuto che alla base di un trattamento efficace ci sia una buona relazione tra terapista e genitore.

Ci tengo inoltre a precisare che tutti i suddetti metodi sono validi e scientificamente sostenuti da evidenze scientifiche, per ogni altra informazione più specifica vi rimando ai testi di riferimento in fondo alla pagina.

– Garry Martin, Joseph Pear, P. Moderato, F. Roletto – Strategie e tecniche per il cambiamento – McGraw-Hill Education

Enrico Micheli, Marilena Zacchini Verso l’ autonomia. La metodologia T.E.A.C.C.H. del lavoro indipendente al servizio degli operatori dell’ handicap – Vannini ed.

Sally Rogers, Geraldine Dawson – Early start denver model. Intervento precoce per l’autismo – Ed, Omega

Stanley I. Greenspan, Serena Wieder, M. T. Sindelar , C. MarchettiTrattare l’autismo. Il metodo Floortime per aiutare il bambino a rompere l’isolamento e a comunicare – Cortina Raffaello

Autore dell'articolo: Rossella Casanova

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