I rischi evolutivi in quarantena: riflessioni su rischi, risorse, strumenti (seconda parte)

Abbiamo già parlato dei rischi evolutivi della quarantena, in questa seconda parte cercherò di evidenziare le RISORSE.

L’intento è quello di riflettere su quali siano le risorse che possiamo attivare come genitori di bambini con o senza disturbi del neurosviluppo, in modo da rispondere ai bisogni generali e ai bisogni specifici dei bambini e limitare le possibili conseguenze negative dell’isolamento sul loro sviluppo a breve e a lungo termine.

Proviamo a riflettere innanzitutto sul fatto che: lo stato di isolamento è un momento transitorio, riprenderemo le attività quotidiane, prima o poi, facciamo in modo che questa prospettiva sia il primo stimolo utile ad attivare le risorse personali oggi, in vista del domani.

Quali RISORSE?

Il vocabolario treccani recita: “risórsa s. f. [dal fr. ressource, der. del lat. resurgĕre «risorgere»] – Qualsiasi fonte o mezzo che valga a fornire aiuto, soccorso, appoggio, sostegno, spec. in situazioni di necessità. (….) In economia, rnaturali, le risorse fornite dalla natura, e rnon naturali, quelle che sono frutto del lavoro umano o dell’intervento dell’uomo sulle risorse naturali”.

La prima risorsa disponibile è a mio avviso una risorsa naturale: il genitoreo per citare D. Winnicott, “il genitore sufficientemente buono”, ovvero non il genitore perfetto, ma disponibile e regolante, con sufficienti capacità di accudimento, concretamente ed emotivamente: in parole povere RASSICURANTE.

Dunque è un dovere genitoriale, adesso più che mai, preservare le proprie energie, in modo da rendersi disponibili fisicamente ed emotivamente:

  • provate ad organizzare dei “turni” durante la giornata, in modo che ciascun genitore possa fruire di momenti di relax o di “relativa solitudine” se ne sente il bisogno;
  • rispettate le vostre attitudini, non cercate di essere “perfetti”;
  • mantenete il vostro ruolo: restate genitori, non insegnanti, non terapisti, non giullari: siate il punto fermo come sempre, solo temporalmente più presenti;
  • comunicate costantemente con il vostro partner, siate sempre coerenti e siate di mutuo appoggio;
  • cercate aiuto anche voi, se ne sentite il bisogno: non siete soli, sfruttate i terapisti dei vostri bimbi per chiedere di chiarire dubbi o fornirvi proposte operative, rivolgetevi a professionisti specializzati se avete necessità di un aiuto personale: ci sono innumerevoli iniziative on line gratuite, ad esempio questa pagina, che si occupa di problematiche inerenti alla disregolazione emotiva, oppure lo sportello di ascolto del Policlinico di Palermo, che è disponibile dalle 8,00 alle 18,00 ai numeri :091.6555654, 091.6555653, 091.6555641;
  • chiedete aiuto senza vergogne nè sensi di colpa, anche su bisogni concreti e necessità contingenti, questo è fondamentale.

 

Altra risorsa naturale è costituita dalle competenze, attitudini, abilità dei bambini, o meglio ancora, dalla fiducia che voi come genitori riponete nelle possibilità evolutive dei vostri figli!

Cerchiamo di valorizzare anche il ruolo dei bimbi rendendoli parte attiva, vivendoli come parte integrante del processo di crescita e non spettatori dello scenario familiare:

  • immaginate i vostri bimbi come erano qualche anno fa e focalizzatevi sulla crescita che hanno fatto;
  • fate una vostra lista mentale o anche scritta dei punti di forza dei vostri bambini;
  • fatevi raccontare i vostri bimbi dalle maestre, dagli educatori, dai terapisti, chiedendo loro di darvi notizie sulle abilità e sulle prospettive evolutive;
  • proponete attività di gioco che siano dunque rispettose delle loro attitudini, cercando di sospendere il vostro giudizio, fatevi guidare anche voi, perdete ogni tanto il controllo e giocate! Per maggiori idee e spunti, date un’ occhiata al nostro articolo sulle attività da fare in casa.

Abbiamo fin qui individuato le risorse naturali, cambiando la prospettiva d’osservazione, facciamolo ancora una volta per individuare la terza risorsa, non- naturale stavolta:

La nostra casa

Proviamo a pensare che la necessità imposta dello stare a casa possa trasformarsi (volenti o nolenti) in una possibilità, individuiamo le potenzialità nascoste nella nostra abitazione… Sì, una vera sfida!

  • Troviamo un piccolo spazio per fare attività motoria con i bimbi o come ha fatto già un mamma coraggiosa, trasformiamo i mobili di casa: le sedie diventano gradini, i tavoli tunnel, il corridoio un luogo per giocare con la palla, insomma, cambiamo gli scenari in casa;
  • piccoli terrazzini possono diventare terrari, sfruttati per prendere il sole o per impastare terra e sabbia o solo per guardare il cielo; le pulizie compulsive non hanno motivo di esistere, mai in realtà, men che meno adesso;
  • la vasca da bagno una piccola piscina o un posto dove esperire schiume e consistenze varie;
  • ma soprattutto: sfruttate il tempo in casa per ampliare il repertorio delle autonomie!

 

Come si dice: “fare di necessità virtù”!

Siamo adesso in grado di individuare con maggiore facilità l’argomento del prossimo articolo: gli strumenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Filomena De Nicotera

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