La stimolazione sensoriale del bambino: Strumenti e Consigli

Sveliamo il mistero della valigetta sensoriale!

In cosa consiste la stimolazione sensoriale?

Quando ho iniziato il mio cammino professionale, anni e anni or sono, ricordo che un accessorio indispensabile tra i materiali di lavoro del “bravo terapista” era la valigetta della stimolazione sensoriale.

Questa consisteva (e consiste, perchè io l’ ho ancora, rinnovata nel tempo) in una serie di oggetti, di facile reperimento e di uso quotidiano, da proporre ai nostri bimbi.

Oggi credo sia in disuso, ma penso sia importante per i genitori capire come stimolare sensorialmente il proprio bimbo, sia che abbia difficoltà evolutive, sia che invece sia in una crescita fisiologica: in ogni caso non esistono controindicazioni e potenziare la crescita sensoriale aumenta le possibilità di crescere un bimbo con possibilità emotive e cognitive adeguate.

Credo sia ora di svelare il mistero della valigetta…

Insomma, ma cosa c’è dentro ?

Ecco qui (non me ne abbiano i terapisti):

Spugnette per i piatti, oggetti sonori, sonagli e tamburi e campanelli, palline multicolori e luminose, carte da imballaggio e nastri regalo, palle sensoriali (quelle con le “spine morbide”), spugne con profumini da spruzzare, marionette che si animano di improponibili voci , oggettini a corda, palline di tutte le consistenze, sabbia, sassolini, pongo, farina, olio profumato, lenticchie e fagioli secchi…

Se prendiamo per buono che la stimolazione sensoriale e la crescita emotiva e cognitiva dei nostri bimbi, con difficoltà o meno, sono davvero un circuito collegato, ecco che stimolare i sensi è fondamentale di un buon processo terapeutico: più il bimbo è piccolo (o comunque la sua crescita sensoriale non è ancora maturata) più si rende necessario usare… le spugnette per i piatti!

Ancora più evidente credo sia la necessità di lavorare in stimolazione sensoriale quando ci si trovi in relazione con bimbi che, seppur più grandicelli, hanno oggettivamente delle difficoltà a gestire i messaggi ambientali: suoni, rumori, stimolazioni tattili, fanno parte della nostra vita quotidiana in maniera costante e se un bimbo non tollera alcun oggetto a contatto con i suoi polpastrelli, come pretendiamo di insegnargli a stringere una matita e a disegnare?

Se un bimbo non riesce a tollerare i suoni dell’ambiente, come pretendiamo che in una classe d’asilo o elementare riesca a gestire senza rabbia il momento della ricreazione o la vicinanza di compagnetti urlanti? Se un bimbo non riesce a seguire con lo sguardo un oggetto, come possiamo insegnargli a guardare le immagini che magari possono servirgli per comunicare? Se un bimbo non riesce a spostare senza paura il suo corpo nello spazio, come pretendiamo che tolleri i giochi di movimento con gli altri bimbi e magari a gestire le transizioni?

Forse, a mio umile parere, prima di iniziare un percorso riabilitativo che insegni performances, sarebbe necessario evidenziare eventuali difficoltà di integrazione sensoriale e contemporaneamente lavorare in integrazione sensoriale.

Allora ecco perchè oggi la valigetta sensoriale fa sempre parte del mio corredo di tecniche riabilitative!

Molto semplicemente possiamo lavorare con bimbi di tutte le età che abbiano o meno difficoltà di integrazione sensoriale proponendo semplici oggetti o attività di stimolazione.

Un professionista terrà conto di componenti attentive e motivazionali in maniera più consapevole rispetto a un genitore e riuscirà ad essere più sistematico lavorando per obiettivi, ma la componente emotiva e relazionale che il genitore possiede è fondamentale.

Possiamo stimolare sensorialmente tutti i bimbi a tutte le età!

Primo consiglio: lavoriamo all’inizio su un senso alla volta, cerchiamo di rendere l’ambiente più tranquillo possibile, rispettiamo i tempi del bimbo, rendiamo tutto gioioso e ludico, il che dovrebbe motivare il bimbo a non percepire gli stimoli pericolosi o dolorosi, che è poi il motivo che porta a non integrare gli stimoli ambientali. In seguito sarà molto più naturale alternare stimolazioni diverse e magari il bimbo comincerà a richiedere qualche oggetto o attività, rendendo tutto più naturale.

Se vogliamo lavorare sulla vista, procuriamoci oggetti luminosi, magari aiutiamo il bimbo a concentrare il focus visivo sull’oggetto rendendo l’ambiente più silenzioso e più buio; catturiamo la sua attenzione eliminando cosí altri stimoli (sonori e tattili), mettiamoci al suo livello e spostiamo l’oggetto nello spazio, in tutte le direzioni (in verticale, in orizzontale e in maniera circolare o come ci pare se al bimbo piace), con movimenti ora lenti ora più veloci, a una distanza di 20/30 cm dal suo volto; cerchiamo di rispettare i tempi che il bimbo ci propone, potrebbe non gradire all’inizio e allora proponiamo poco, cercando di prolungare i tempi in maniera graduale e cosa più impprtante: manteniamo sempre il clima di gioia e di gioco!

Se vogliamo lavorare sull’udito, proponiamo oggetti sonori che abbiano diversi suoni, stiamo molto attenti a capire quali siano i suoni più graditi e quelli meno, all’inizio diamo più spazio ai suoni più gradevoli e meno a quelli sgradevoli. L’oggetto sonoro migliore di cui siamo in possesso è la nostra voce, per cui usiamola producendo intonazioni e prosodie diverse, un po’ come un cantante che scalda la voce. Cerchiamo anche di spostare le fonti sonore in posizioni diverse rispetto al bimbo. Condiamo sempre il tutto con le nostre espressioni e se gradito, il contatto fisico, con piccoli tocchi quando emettiamo il suono.

Se vogliamo lavorare sulle sensazioni tattili, ricordiamoci che non solo con le mani si toccano le superfici; usiamo materiali diversi: ruvidi, lisci, morbidi, duri e proponiamoli in contatto con tutte le parti del corpo; possiamo anche riempire dei contenitori abbastanza ampi con sassolini o sabbia o juta e camminarci dentro! Anche qui il nostro corpo è un’ottima fonte di stimolazione, perciò massaggi/tocchi, carezze con olio profumato, fatti anche solo sulle manine e sui polpastrelli, accompagnati da coloriture vocali, sono sempre ottimi strumenti; non tutti i bimbi gradiscono il tocco delicato o più rude, prestiamo attenzione a quale pressione tattile sia più gradita e in quale parte del corpo e alterniamo tocchi gradevoli a pochi tocchi meno graditi. Importantissimo toccare, solleticare, accarezzare il viso del bimbo, anche attorno alle labbra, sulle labbra: possiamo usare anche le piume per solleticare!

Se vogliamo lavorare su sensazioni olfattive e gustative, il campo si restringe un pò per cui fondamentale è la quotidianità in questo ambito. Tuttavia proporre odori di cibo o profumini spruzzati su spugnette apposite può essere un ottimo stratagemma, cosi come strane merende puzzolenti tipo patatine al formaggio o appiccicose come il miele!

E’ importante anche lavorare sull’apparato vestibolare, responsabile del nostro equilibrio statico e dinamico. Sempre il nostro corpo è la soluzione migliore: se il fisico ce lo consente, prendiamo in braccio il bimbo, culliamo, saltiamo, dondoliamo, giriamo, camminiamo e fingiamo cadute, rotoliamo sul tappetone… E se non siamo abbastanza in forma possiamo anche usare un pallone di grosse dimensioni su cui adagiare il bimbo e cullarlo!

Penso di aver dato molti consigli pratici dai quali iniziare a divertirvi con il vostro bimbo. Dunque…

Buon divertimento!

Autore dell'articolo: Filomena De Nicotera

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