Lo sviluppo sensoriale, cognitivo ed emotivo e la sua circolarità

Il neonato impara a conoscere il mondo attraverso le esperienze sensoriali. Le esperienze sensoriali determinano la percezione degli oggetti e gli attribuiscono forma buona o cattiva (e le sfumature ambivalenti del caso). Gli oggetti conosciuti vengono cosi “interiorizzati”, ovvero collocati nel mondo interiore che si va formando, verranno ricordati anche in loro assenza e verranno arricchiti di coloritura emotiva.

Le esperienze sensoriali sono il primo gradino verso la formazione del mondo interno dell’individuo, determinandone lo sviluppo cognitivo ed emotivo.

Gli oggetti per il bimbo sono oggetti concreti, connotati attraverso forma, colore, odore, gusto, suono e superficie tattile; il primo oggetto con cui il neonato entra in contatto sensoriale ed emotivo è la mamma, ancor prima di venire al mondo, attraverso il suono del battito cardiaco, della voce e il movimento, tutto accolto attraverso il liquido amniotico.

La piacevolezza o meno di un esperienza sensoriale, ripetuta nel tempo, determina la possibilità di ripetere o no l’azione legata alla conoscenza dell’oggetto e di arricchire l’oggetto di caratteristiche emotive.

La possibilità di provare esperienze piacevoli nella conoscenza sensoriale del mondo esterno, aumenta ovviamente la possibilità di motivare il bimbo ad arricchire il suo bagaglio esperenziale, determinando la possibilità di crescere arricchendo il mondo esterno di esperienze reiterate perchè piacevoli e il mondo interno di esperienze emotive e quindi di determinare uno sviluppo non solo sensoriale, ma anche emotivo e cognitivo funzionale alla crescita stessa.

Dalla percezione sensoriale del mondo, si forma il mondo cognitivo e psichico dell’individuo.

Si realizza una circolarità tra esperienze sensoriali, arricchimento emotivo, possibilità di esperire ancora, conoscere e quindi anche di reagire in maniera funzionale alle esperienze negative (la cosiddetta resilienza) assolutamente evidente e necessaria allo sviluppo.

Se un bimbo ha una percezione sensoriale alterata, non per forza evidente come un grosso deficit sensoriale come cecità o sordità o anche un’alterazione poco evidente, come ad esempio una soglia di stimolazione tattile (o uditiva o olfattiva o gustativa o propriocettiva) troppo alta o troppo bassa, la possibilità di conoscere il mondo si carica di esperienze negative, portando la circolarità tra sensoriale, cognitivo ed emotivo verso uno sviluppo poco armonico e disorganizzato.

Il mondo “percepito” determina le risposte adattive o meno dell’individuo all’ambiente.

L’ambiente è inteso, dunque, come un insieme in movimento, formato da oggetti\stimoli concreti e da oggetti emotivi, relazionali e cognitivi. Le risposte dell’individuo all’ambiente, inizialmente semplicemente agite sotto forma di reazione a uno stimolo sensoriale piacevole o spiacevole, si organizzano successivamente in risposte sempre più complesse e specifiche. Lo stimolo-oggetto entra a far parte di un repertorio di conoscenze sempre più specifiche, costringendo l’individuo a formare un mondo interno in cui collocare gli oggetti conosciuti e a organizzarli secondo criteri sempre più particolareggiati e successivamente a ordinarli in categorie.

Organizzare l’ambiente esterno in un mondo interno costituisce la capacità emotiva, relazionale e cognitiva dell’individuo. Uno sviluppo sensoriale alterato determina uno sviluppo cognitivo non funzionalmente organizzato.

Autore dell'articolo: Filomena De Nicotera

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